La fine del mondo è un racconto di Dino Buzzati che fa parte della raccolta "60 racconti"

 

Riassunto


Un mattino, un'enorme mano compare nel cielo sopra la città, scatenando terrore tra gli abitanti. Questa mano, che sembra fatta di pietra, carne e nuvola ma non lo è, viene interpretata come un segno divino annunciante la fine del mondo. Un'ondata di panico si diffonde, trasformandosi da mormorio a urlo assordante che permea i quartieri.

Luisa e Pietro, trovandosi in una piazzetta, assistono a questo spettacolo apocalittico. Intorno a loro, la gente esce di casa in preda al panico, senza sapere cosa fare. Luisa, sopraffatta dall'emozione, piange e lamenta la propria negligenza religiosa. Pietro, incapace di consolarla, si unisce al suo pianto.

In questo scenario di caos, due frati anziani attraversano la folla esultanti, proclamando la fine dell'inganno e la loro vittoria morale. La loro gioia contrasta con il disperato tentativo di molti di trovare redenzione. Alcuni cercano confessori, ma i più reputati sono irreperibili, presumibilmente occupati con le élite della città. Altri, delusi, ritornano dalle chiese dove il sovraffollamento impedisce qualsiasi confessione.

Nel frattempo, la mano nel cielo assume un colore terreo, aumentando il senso di minaccia. Si diffonde la voce che la catastrofe è imminente, e alcuni affermano che mancano pochi minuti a mezzogiorno, l'ora presunta del giudizio finale.

In questo contesto, un giovane prete viene scoperto in un edificio e rapidamente accerchiato da una folla disperata che chiede di essere confessata. Posto su una sorta di pulpito, il prete ascolta e assolve in fretta i peccatori, ma la pressione è immensa. Mentre le confessioni si susseguono, la sua ansia cresce. Luisa e Pietro riescono a confessarsi, esprimendo i loro peccati e il desiderio di redenzione.

Il tempo sembra scorrere troppo velocemente; qualcuno grida che restano solo dieci minuti al giudizio. Il prete, sopraffatto, realizza di essere anche lui bisognoso di salvezza. La sua disperazione cresce mentre continua a benedire meccanicamente i fedeli, chiedendosi come potrà assicurare la propria redenzione in così poco tempo.

Mentre il conto alla rovescia prosegue, la tensione raggiunge il culmine. Il prete, ora in preda al panico, si interroga sulla sua sorte, circondato da una folla che richiede incessantemente la sua intercessione, ignorando la sua disperazione. La scena si chiude con il prete travolto dall'angoscia, circondato da una folla che cerca di afferrare l'ultima chance di redenzione, in un mondo sull'orlo dell'apocalisse.

 

 


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