Gli articoli determinativi e indeterminativi

 

In un corso d'italiano, gli articoli vengono studiati sin dalle prime lezioni. Tuttavia l'argomento è più complesso di quel che sembra, sia per il numero piuttosto elevato di articoli che la lingua italiana possiede, sia per il modo di utilizzarli.

La prima parte è dedicata ad un ripasso generale e schematico degli articoli. Poi vedremo più specificamente quando e come usarli. E infine, per concludere, alcuni casi particolari del loro utilizzo.

 

Tabella degli articoli determinativi e indeterminativi

 

Cominciamo subito con una tabella riassuntiva dei vari articoli. Potete anche scaricare e stampare la tabella in formato PDF

 

GLI ARTICOLI DETERMINATIVI

 

SINGOLARE

PLURALE

MASCHILE

LO

si usa quando il nome maschile inizia con S + consonante, Z, PS, PN, GN, X, semiconsonante I (J, Y)

lo studente, lo sbaglio, lo scherzo, lo zio, lo zucchero, lo psicologo, lo pneumatico, lo gnomo, lo xilofono, lo yogurt, lo iettatore, lo Ionio, lo juventino

GLI

L’

si usa quando il nome maschile inizia con una vocale

l’amico, l’esempio, l’italiano l’operaio, l’uomo

IL

si usa con tutti gli altri nomi maschili che iniziano con una consonante

il treno, il biglietto, il dottore

I

FEMMINILE

L’

si usa quando il nome femminile inizia con una vocale

l’amica. l’età, l’isola, l’ora, l’uscita

LE

LA

si usa con tutti gli altri nome femminli

la matita, la chiave, la pentola

 

 

GLI ARTICOLI INDETERMINATIVI

MASCHILE

UNO

si usa quando il nome maschile inizia con S + consonante, Z, PS, PN, GN, X, semiconsonante I (J, Y)

uno studente, uno sbaglio,  uno scherzo, uno zio, uno zucchero, uno psicologo, uno pneumatico, uno gnomo, uno xilofono, uno yogurt, uno iettatore, uno Ionio, uno juventino

UN

si usa con tutti gli altri nomi maschili

un amico, un esempio, un italiano, un operaio, un uomo, un treno, un biglietto, un dottore

FEMMINILE

UNA

si usa quando il nome femminile inizia con una consonante

una matita, una chiave, una pentola

UN’

si usa quando il nome femminile inizia con una vocale

un’amica. un’età, un’isola, un’ora, un’uscita

 

Gli articoli determinativi maschili

 

LO – si usa quando il nome maschile inizia con S + consonante, Z, PS, PN, GN, X, semiconsonante I (J, Y).

Es: lo studente, lo sbaglio, lo scherzo, lo zio, lo zucchero, lo psicologo, lo pneumatico, lo gnomo, lo xilofono, lo yogurt, lo iettatore, lo Ionio, lo juventino

Il plurale è GLI

 

L’ – si usa quando il nome maschile inizia con una vocale.

Es: l’amico, l’esempio, l’italiano, l’operaio, l’uomo

Il plurale è GLI

 

IL – si usa con tutti gli altri nomi maschili che iniziano con una consonante

Es: il treno, il biglietto, il dottore

Il plurale è I

 

Gli articoli determinativi femminili

 

L’ – si usa quando il nome femminile inizia con una vocale.

Es: l’amica. l’età, l’isola, l’ora, l’uscita

Il plurale è LE

 

LA – si usa con tutti gli altri nomi femminili.

Es: la matita, la chiave, la pentola

Il plurale è LE

 

Gli articoli indeterminativi maschili

 

UNO – si usa quando il nome maschile inizia con S + consonante, Z, PS, PN, GN, X, semiconsonante I (J, Y)

Es: uno studente, uno sbaglio,  uno scherzo, uno zio, uno zucchero, uno psicologo, uno pneumatico, uno gnomo, uno xilofono, uno yogurt, uno iettatore, uno Ionio, uno juventino

 

UN – si usa con tutti gli altri nomi maschili

Es: un amico, un esempio, un italiano, un operaio, un uomo, un treno, un biglietto, un dottore

 

Gli articoli indeterminativi femminili

 

UNA – si usa quando il nome femminile inizia con una consonante

Es: una matita, una chiave, una pentola

 

UN’ – si usa quando il nome femminile inizia con una vocale

Es: un’amica. un’età, un’isola, un’ora, un’uscita

 

Omissione dell’articolo

 

L’articolo non si usa:

  • Con i nomi propri di persona; è arrivato Roberto. In alcune regioni settentrionali a volte si usa l’articolo davanti ai nomi propri femminili: è arrivata la Giulia.
  • Con i nomi di città: Venezia è il capoluogo del Veneto. Alcune città hanno l’articolo compreso nel nome: La Spezia, Il Cairo, L’Avana.
  • Davanti ai nomi di parentela preceduti dall’aggettivo possessivo: mia sorella, tua madre, sua cognata. Fa eccezione la terza persona plurale: le loro sorelle, i loro zii. Quando il nome di parentela è alterato, una forma affettuosa, o seguito da una specifica, si usa l’articolo: il mio papà, il tuo zietto, la mia cognatina, il mio fratello maggiore, il mio nonno paterno.
  • Quando si elencano una serie di oggetti è facoltativo: Ho comprato patate, zucchine e bietole. Ho comprato le patate, le zucchine e le bietole.
  • Con le date quando sono precedute dal giorno della settimana. Oggi è il 4 aprile. Oggi è giovedì 4 aprile.
  • Con i giorni della settimana, quando non indicano azioni abituali. Martedì viene mia madre. Il martedì vado sempre in piscina.

 

Quando usare il determinativo e quando l'indeterminativo.

 

L’articolo determinativo si usa per indicare una persona, un animale, una cosa ben precisa, conosciuta a chi ascolta. L’indeterminativo rimane invece sul vago, su cose che ancora non conosciamo.

Facciamo alcuni esempi.

Il cane del mio vicino si chiama Fido.

In questo caso uso l’articolo determinativo perché sto parlando di un cane ben preciso, quello del mio vicino.

Mentre camminavo per strada ho visto un cane. Il cane mi ha guardato e si è avvicinato.

Nella prima frase ho usato l’articolo indeterminativo perché mi riferisco a un cane qualunque, fino a quel momento sconosciuto. Nella seconda frase l’uso del determinativo indica proprio quel cane che ho appena citato, e non un altro cane qualunque.

L’articolo determinativo può essere usato anche per indicare un intero gruppo, una categoria.

La mela è ricca di vitamine.

Non sto indicando una mela qualunque o una mela specifica, ma l’intera categoria.

Lo stesso vale per i seguenti esempi.

La trota è un pesce di acqua dolce.

La montagna è il miglior luogo dove ritrovare un po’ di pace.

 

Riporto un piccolo brano ispirato alla favola della volpe e dell’uva, evidenziando i diversi articoli per far notare come vengono usati.

Una mattina una volpe cammina in un bosco. Da lontano vede un campo coltivato, lascia il bosco e si avvia verso il campo. Il campo coltivato è una vigna con tanti grappoli d’uva. La volpe sceglie il grappolo più basso e fa un salto per cercare di prenderlo. Ma il grappolo è troppo alto e la volpe non riesce ad arrivarci. Prova e riprova diverse volte, ma alla fine si arrende. La volpe lascia perdere il grappolo e  se ne va delusa, mentre pensa: «Meglio così! Quel grappolo era sicuramente acerbo.»

 

 Approfondimenti

 

Uso dell’articolo davanti alle parole che iniziano con pn.

Nonostante tutte le grammatiche sostengano che la parola pneumatico richieda gli articoli lo/gli e uno/degli, appare sempre più frequente l’uso degli articoli il/i e un/dei, non solo nel linguaggio popolare, ma anche in quello giornalistico e letterario. Basta un rapida ricerca in google della parola pneumatico e potrete notare che le due forme si alternano.

 

Uso dell’articolo davanti a parole che iniziano con i + vocale.

Un caso particolare è rappresentato dalle parole che iniziano con la lettera i seguita da un’altra vocale: la iena, lo ionio, lo iato, la iattura, etc. Secondo le regole, davanti alla vocale è richiesto l’apostrofo. In questo caso però, la i iniziale, dal punto di vista fonetico, non è una vocale, ma una semiconsonante, la cui pronuncia corrisponde al fonema j. Fino a circa la metà dell’800 queste parole venivano scritte proprio con la lettera j: la jena, lo jonio, la noja, ma poi è prevalso l’uso della lettera i.

Quindi, per una questione fonetica è corretto l’uso dell’articolo senza l’apostrofo.

 

Uso dell’articolo davanti a parole straniere.

Il motivo per cui in italiano si usano molti articoli è dovuto a una questione di pronuncia. Per sapere quale articolo utilizzare è necessario guardare alla fonetica.

Facciamo alcuni esempi:

jolly si ponuncia giolli: quindi si scrive il jolly;

cherry si ponuncia scerri: lo cherry;

chewing gum si pronuncia cevingum: il chewing gum

champagne si pronuncia sciampagn(e): lo champagne.

wisky si pronuncia... come si pronuncia? uischi o vuischi? La differenza è davvero impercettibile e per questo sentirete sempre dire che si scrive l’wisky, ma quasi tutti scrivono il wisky.