Messer Bernabò, signore di Milano, un giorno (affidare) ad un ricco abate i suoi due cani alani. Quando li chiede indietro, si accorge che i cani (essere) diventati aggressivi. (accusare) l’abate di negligenza è (chiedere) un risarcimento di 4.000 fiorini. Una cifra enorme che l’abate, pur essendo ricco, non (potere) pagare. Afflitto da questa accusa, l’abate (giurare) di non aver mai trascurato i cani e non sa quali siano le ragioni di tutto questo, e in ginocchio (supplicare) il gentiluomo di perdonarlo.


Il signore, dopo aver ascoltato le ragioni dell’abate, (sembrare) ben disposto nei suoi confronti e (decidere) di dargli un’occasione di riscatto: – Ti (perdonare) tutto se tu, con la tua fede in Dio e la tua conoscenza, mi (chiarire) quattro cose, alle quali (pensare) spesso, ma non (riuscire) a trovare una risposta.


L’abate, confortato da questa inattesa e piacevole proposta, (rispondere): – Ma certo, messere. Chiedetemi qualunque chiarimento, ed io farò tutto il possibile per soddisfarvi.


– Bene. (volere) sapere le seguenti cose: Quanto (essere) lontano il cielo? Quanta acqua c’è nel mare? Cosa si (fare) nell’inferno? Quanto (valere) la mia persona?


L’abate, udito questo, dopo aver per un attimo sperato nella buona sorte, (ritornare) ancora più afflitto di prima e (cominciare) a sospirare. Come si (potere) rispondere a domande del genere? Lui (conoscere) la crudeltà del signore e (avere) l’impressione che gli abbia preparato una trappola per punirlo ancora più ferocemente. Si (sentire)in una situazione più difficile e pericolosa di prima.